scrittura sport

Alcuni mesi fa ho deciso di allenarmi per imparare a scrivere. L’istruzione ricevuta, le mie scelte di vita e scolastiche hanno fatto di me una persona con tante esperienze di vita e competenze acquisite su campi sportivi e professionali, ma sulla scrittura decisamente no. Leggendo e studiando molto e apprezzando il modo in cui i libri vengono scritti, ho deciso che anche io voglio imparare a scrivere e a scrivere bene. Ho pensato subito ad un allenatore. Un allenatore che alleni alla scrittura. Decido così di proporre il progetto al mio amico e collega Stefano Massari. La sua esperienza di anni come editor e copy writer, la conoscenza delle tecniche di allenamento mentale che condividiamo oramai da

tempo e l’essere un preparatore mentale lo fanno diventare per qualità ed eccellenza il mio personal coach. Le competenze di Stefano non sono solamente quelle di correttore di bozze che si occupa di errori ortografici e di battitura, ma anche di fare in modo che ciò che verrà scritto sia leggibile e interessante per un lettore.

Il mio allenamento con Stefano inizia con due obiettivi. Il primo è migliorare la correttezza e i contenuti dei testi. Il secondo è allenarsi per imparare a scrivere affinché il contenuto possa essere comprensibile al lettore anche se ciò di cui scrivo riguarda un campo specifico e tecnico.

Anch’io come tutti gli atleti che si approcciano ad un nuovo sport, necessito prima di tutto di capirlo e di farmi una mia cultura. Questa fase è importante per poter conoscere la materia e quindi per cercare il maestro di cui abbiamo bisogno. Una volta scelto l’allenatore ci sono così i prerequisiti per iniziare una relazione fondata sulla conoscenza. La mia passione per la scrittura è iniziata scrivendo relazioni e profili di lavoro, poi con i post sui vari social o articoli sul mio sito web. Nel tempo ho incominciato ad incuriosirmi e ad interessarmi alla scrittura arricchendo con piccoli articoli il sito Sport4Life che condivido con altri professionisti. Ho sempre creduto che alla base della scrittura ci sia tanta lettura e studio. Due competenze che hanno nel tempo alimentato il mio desiderio di scrivere. Credo che il frutto di quello che una persona scrive arrivi dalla quantità e qualità dei libri che legge e dalla consapevolezza con cui li legge.

Leggere permette di trovare spunti di riflessioni su temi o argomenti di tuo gradimento. Gli spunti di riflessione poi aprono ad altre letture. Leggere risolve il problema del vocabolario che alla lunga si arricchisce di termini e di modi di dire per descrivere in maniera chiara e accurata diverse situazioni. Leggere allena a capire il modo in cui gli autori esprimono un argomento. Leggere ti permette di viaggiare con la mente. Leggere è vivere le vite e le esperienze di altri. Leggere allena ad apprendere. Leggere plasma e apre la mente. Leggere e studiare sono il passaporto per il mondo.

La scrittura invece aiuta a mettere ordine ai propri pensieri. Ogni frase che scrivi e che rileggi ti costringe a pensarla sempre meglio. Scrivere permette di comunicare il tuo pensiero a molte persone. Scrivere è un modo creativo per tradurre in parole ciò che spazia nella tua testa. Scrivere è navigare e governare la mente su un fiume impetuoso di idee e pensieri. Scrivere è anche descrivere in modo chiaro e con le parole che provengo da dentro di te un concetto o un argomento che ti sta a cuore.

Sia la lettura che la scrittura sono uno straordinario allenamento al qui e ora, sono forme di meditazione consapevole. La lettura e la scrittura permettono di allenarti all’immersione nel momento presente e di imparare dal basso verso l’alto: dal libro verso la testa e verso il cuore. Questo tipo di allenamento aiuta a liberare dalla distrazione e dalla dispersione consentendo di vivere pienamente ogni istante.

Era quindi giunto il momento di passare da un allenamento accettabile ad un allenamento consapevole. Dovevo passare dall’estemporaneità, all’allenamento strutturato che migliorasse dettagli e parti del modo in cui scrivo. L’allenamento consapevole è allenare nuove competenze, cercare di spingersi fuori dall’area di comfort, esercitarsi ad allenare singoli dettagli di una specifica competenza e a praticarla con incessante continuità.

La vita di tutti i giorni però può rivelarsi un ostacolo. Il lavoro che faccio, la famiglia, lo sviluppo di un’impresa, raramente lasciano il tempo per praticare questo tipo di allenamento. Il mestiere che amo e che pratico quotidianamente potrebbe all’apparenza non avere nulla a che fare con questo allenamento. Per cui per migliorare un’area che potrebbe apparire estranea al lavoro di preparatore mentale ho deciso di crearmi degli spazi di tempo per scrivere articoli tematici, da cui trarre forza per l’attività principale. Per fare ciò decido quindi di trasformare le esigenze di vita in opportunità. Ad esempio un figlio di 7 anni che deve andare a dormire presto è l’opportunità per fare lo stesso. Ed è così che dormire 8 ore per notte mi permette di alzarmi presto, di essere fresco e riposato e di utilizzare le prime due ore della giornata per la scrittura. Per quanto riguarda l'allenamento vero e proprio, Stefano ed io facciamo leva sul metodo di allenamento mentale utilizzato con allenatori e atleti. Tale metodo consiste nel prendere una competenza tecnica, sezionarla in sequenze tecniche e mentali e lavorare su ciascuna sequenza. Abbiamo lavorato quindi per destrutturare la scrittura e ricostruirla pezzo per pezzo, creando così un allenamento specifico per ogni sequenza.

Abbiamo costruito così la mia routine fondata su un allenamento incessante nel tempo (ore, giorni, mesi, anche il sabato e la domenica) e in completo stato di isolamento per non avere rumori di fondo o altri stimoli disturbanti (alle 5 del mattino il telefono sembra morto e di mail non ne arrivano). 

Nella pratica quotidiana mi sono dovuto confrontare con alcuni ostacoli, dei quali due particolarmente complessi. Il primo è quello generato dalla pigrizia della mente. Quando si inizia ad imparare qualche cosa di nuovo è evidente che si osservano miglioramenti importanti. Quando alla lunga il miglioramento rallenta si pensa di aver incontrato il proprio limite. La reazione a questo pensiero è generalmente quella di proseguire con gli stessi allenamenti di sempre e di accontentarsi di quanto ottenuto o del piccolo margine di crescita. Questo ostacolo l'ho osservato spesso anche con gli atleti con cui lavoro. La conseguenza di questo atteggiamento mentale è smettere di crescere in maniera deliberata. Il modo migliore per superare l'ostacolo è sfidare il cervello e il corpo in un modo nuovo. Questa tecnica l'ho recuperata dai miei vecchi allenamenti in palestra. La utilizzavo quando mi sembrava di aver raggiunto il limite oltre il quale non sarei più riuscito a sviluppare ulteriormente la forza fisica. Il trucco che l'allenatore del tempo mi aveva insegnato era quello di cambiare tipo di esercizio, di ridurre il peso e modificare il numero di ripetizioni. Ed è così che ho applicato questo principio anche all'allenamento alla scrittura. Ho cambiato il modo in cui iniziavo un articolo, mi sono concentrato sulla qualità di ciò che scrivevo ed ho ridotto la lunghezza delle frasi. La conseguenza è stata che gli articoli sono passati da due a tre pagine di buoni contenuti.

Il secondo ostacolo che ho incontrato è quello del contesto. Le persone che ti sono più vicine nella vita e che non sono coinvolte direttamente nel processo di allenamento possono esprimere critiche rispetto a ciò che fai. Per esperienza le cause che scatenano le critiche negli altri sono generalmente generate da cambiamenti apportati al proprio stile di vita. Questo ostacolo lo si può superare con due tipi di azioni: la prima è reagire. La vendetta "ti faccio vedere io" è una reazione che è fondata su una mia condizione di stress ed ha una ricaduta negativa per come penserò al progetto nel futuro e alla qualità della mia vita. Il secondo tipo di azione per reagire all’ostacolo è fare leva sui principali punti di forza personali. Ad esempio quello di concentrarmi sul valore che il progetto custodisce dentro di se, sulla consapevolezza delle mie competenze, di chi sono come persona e del fatto che da questo percorso potrò crescere ed imparare per la mia vita personale e professionale.
Per superare gli ostacoli è stato necessario mantenere alta la motivazione. Una motivazione che ho alimentato con la convinzione e la sensazione della bontà di ciò che sto facendo, dall'equilibrio tra pensieri ed azioni, dall'armonia tra l'allenamento, la mia filosofia di vita e i miei desideri. Questo processo mentale armonico alimenta la motivazione e la grinta con cui perseguire un'azione incessante e quotidiana che si chiama allenamento.

Il frutto di questo lavoro tecnico e mentale è rappresentato in questo piano di allenamento co-costruito con Stefano.
a) Leggi ogni settimana un libro. Dal contenuto del libro cogli argomenti per possibili articoli che riguardano il tema della preparazione mentale.
b) Dichiara l'obiettivo che vuoi raggiungere nello scrivere l'articolo.
Da questo momento inizia l'allenamento alla scrittura strutturato in 7 fasi:
1. Il flusso. Avviene la mattina e dura da 90 a 120 minuti che è il tempo che ho a disposizione per allenarmi. Mi metto al computer e come un flusso le parole passano dal pensiero attraverso le dita e sul pc. Scrivo tutto l'articolo in una volta sola, come se fossi in uno stato di trans agonistica. La qualità di ciò che scrivo sta migliorando ma non è buona, le connessioni tra un pensiero e l'altro nemmeno, ma ciò che importa è che rispetto all'argomento e all'obiettivo tutto ha un filo logico.
2. Armonia. Mi alleno a dare fluidità all'insieme dell'articolo e ai pensieri esposti.
3. Pensieri brevi. In questo terzo passaggio riduco ogni frase in pensieri brevi.
4. Chiarezza. Rileggo tutte le frasi e mi alleno a dare chiarezza espositiva ad ognuna.
5. Precisione. In questa fase mi dedico della precisione del concetto che la frase o l'insieme delle frasi deve esprimere.
6. 5+1. Per ultimo la lettura di tutto l'articolo. Lo leggo per 5 volte. Lo tengo fermo una giornata e la mattina successiva lo leggo per l'ultima volta. A questo punto lo invio al mio coach Stefano.
7. Feedback. Raccolgo i feedback del coach rispetto a tutti e 6 i punti esposti e le aree di miglioramento che mi propone.

Non ho mai provato nemmeno da sportivo la sensazione di potere che mi da questo allenamento. Il potere di sentire che attraverso un lavoro mirato e incessante, è possibile spostare un limite. Quale sogno questa attività realizzerà, non lo so ancora, ma intanto mi alleno ed imparo sia in termini di competenze che rispetto a qualche cosa di me che continuo a scoprire giorno per giorno.

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