potenziare mente sport4life

Ci sono centinaia di programmi e di proposte i cui destinatari sono sportivi, adolescenti ma anche manager e imprenditori. Questi programmi hanno come obiettivo “rafforzare la mente” ma ad oggi ci sono poche prove scientifiche della loro efficacia. Raramente sono studiati e applicati secondo la metodologia accettata dalla comunità scientifica (1). Per la verifica della bontà di questi metodi di allenamento mentale ci vogliono specifiche professionalità, anni di osservazione e migliaia di storie di percorsi da analizzare. Nessuno è in grado oggi di affermare che un metodo sia più o meno efficace dell’altro, ma di certo nessuno di questi è stato sottoposto ad una valutazione rigorosa. Detto questo ci sono diverse aree che allenano l’atleta adolescente nel suo processo di crescita mentale e che sono riconosciute valide da una prassi consolidata. Una di queste è l’allenamento all’autoregolazione.

Che l’esercizio fisico in generale influisca sullo sviluppo cerebrale non è una novità. Per esempio l’apprendimento di un gesto tecnico si traduce in cambiamenti cerebrali nelle regioni dedicate a questo tipo di lavoro così come l’esercizio a suonare uno strumento musicale. In sostanza qualsiasi tipo di apprendimento attraverso l’allenamento consapevole si traduce in un cambiamento neuronale (2). Ad esempio incrementare la memoria attraverso l’analisi di un match, migliorare l’attenzione allenando il qui e ora, allenare alla consapevolezza di sé durante una competizione o affinare la capacità di ragionamento affrontando la sconfitta e l’errore producono cambiamenti nell’anatomia del cervello, in particolare il grado di interconnessione tra le regioni cerebrali.

La preparazione mentale nello sport dal punto di vista del metodo Sport4Life può iniziare già nell’età pre-adolescenziale. Il lavoro consiste nel dare ai giovani atleti la possibilità di allenarsi in un contesto in cui possano crescere in un processo di autorealizzazione, in cui acquisire e allenare competenze di vita formando così una mentalità solida. La solidità di cui parliamo comprende anche competenze come la grinta e la perseveranza. La grinta serve per trasformare desideri in azioni, la determinazione e la perseveranza servono per superare gli ostacoli e le difficoltà di questo percorso nel raggiungimento di un obiettivo. Negli Stati Uniti all’interno di molte scuole è stato inserito il programma KIPP (Knowledge Is Power Programm www.kipp.org) che unisce appunto fattori di allenamento scolastico (studio, memoria, attenzione, ecc.) con la crescita caratteriale attraverso fattori di allenamento che troviamo nello sport tra cui grinta, autocontrollo, ottimismo, curiosità, amore per ciò che si fa, gratitudine e intelligenza sociale. 

Nel metodo di allenamento mentale Sport4Life tra i vari fattori della crescita caratteriale vi è l’autoregolazione. L’autoregolazione per quanto ci riguarda è il prerequisito per costruire una relazione solida con il processo di allenamento mentale e con la relazione competente con il maestro.

Le attività più significative per allenare l’autoregolazione rientrano in cinque categorie:

  1. Allenamento del funzionamento esecutivo
  2. Il qui e ora
  3. L’esercizio aerobico
  4. L’attività fisica combinata con l’allenamento al qui e ora
  5. L’insegnamento e l’allenamento alle competenze di vita

 Allenamento del funzionamento esecutivo. L’allenamento a promuovere il funzionamento esecutivo consiste nell’esercitazione della memoria del gioco. La memoria del gioco è la modalità in cui un atleta immagazzina e usa informazioni. Esempio quando un atleta memorizza e ricorda l’intero match o partita e i relativi momenti salienti. Oppure quando un atleta ricorda le varie sequenze di un movimento complesso in un’attività come la ginnastica artistica. La memoria del gioco si allena anche nella fase di allenamento che riguarda la pianificazione del proprio progetto sportivo e relativi obiettivi, oppure nella valutazione simultanea delle variabili di gioco o ancora nella comparazione delle conseguenze di una potenziale decisione. L’esercizio della comparazione delle conseguenze per esempio, ha un’importanza critica anche per l’autocontrollo, perché per trattenersi dal compiere un’azione, avendo valutato le conseguenze bisogna essere in grado di tenere presente un obiettivo alternativo. Sono in corso studi sulla portata dell’influsso dell’allenamento della memoria di gioco su altre capacità, per esempio sul controllo degli impulsi e nella competenza di comprensione scritta e di matematica. (3)

Qui e ora. Il qui e ora o “presenza mentale” implica la concentrazione dell’attenzione sul momento presente, senza giudizi. Un allenamento al qui e ora classico è la concentrazione sul proprio respiro. Portare l’atleta all’attenzione e a controllare il respiro, il “qui e ora” ben eseguito, rafforza la capacità di regolare i propri pensieri, sentimenti e anche le proprie azioni riducendo lo stress negativo e l’ansia. L’allenamento al qui e ora, può essere applicato dagli sportivi ma anche dagli studenti alla preparazione ad un esame o a un colloquio di lavoro in quanto contribuisce a smaltire stress e ansia.

L’esercizio aerobico. L’esercizio costante e l’allenamento consapevole hanno una ripercussione positiva sulla memoria del gioco.  In particolare quando l’esercizio è stimolante fisicamente, mentalmente e ha una durata di mesi. Un esempio è quello di eseguire tutto l’allenamento applicando livelli di miglioramento e chiedendo all’atleta di darsi delle strategie (4) per migliorarne i risultati. 

L’attività fisica abbinata al qui e ora. L’autoregolazione in uno sportivo adolescente si allena attraverso la combinazione tra esercizio fisico (allenamento consapevole) e il “qui e ora” che come conseguenza, porta l’atleta  all’autodisciplina per eseguirlo correttamente.

L’insegnamento e l’allenamento alle competenze di vita. Introdurre la conoscenza e l’allenamento alle Life Skills insegna agli atleti a conoscersi e a disciplinare le proprie emozioni come: gestire la rabbia, gestire lo stress, tener conto delle emozioni altrui, ecc.

Allenare l’autoregolazione all’interno di processi di preparazione tecnica o atletica richiede una struttura degli stessi allenamenti con caratteristiche che garantiscano efficacia al processo. Ogni allenamento dovrebbe essere:

  1. personalizzato: ogni atleta ha caratteristiche di personalità, punti di forza e di apprendimento diverse, legate al proprio vissuto e contesto. Queste peculiarità vanno tenute in considerazione nella preparazione e somministrazione degli allenamenti e nella relazione tra allenatore e atleta.
  2. Stimolante. Se svolgiamo un’attività simile a quella che gli atleti hanno vissuto in classe o vengono replicate le stesse dinamiche della scuola, gli atleti rischiano di allontanarsi. Per stimolante le attività devono essere giochi impegnativi e devono contenere una sfida, emozioni da sentire e un pensiero da sviluppare.
  3. Consolidante. L’allenamento deve creare un processo in cui l’atleta sente che ogni giorno aggiunge un mattoncino allo sviluppo delle sue competenze e al raggiungimento del suo progetto sportivo.
  4. Consapevole. L’allenamento non è solo il momento in cui l’atleta è in campo con l’allenatore e con la sua passione. L’allenamento consapevole è una ripetizione strutturata per il miglioramento dell’atleta e della prestazione. L’allenamento deve essere svolto da parte dell’atleta in maniera incessante, con metodo e con determinazione.

Le attività per allenare l’autoregolazione combinate ad un metodo di allenamento strutturato, creano le condizioni perché l’atleta possa imparare ad apprendere, a conoscersi, a sentirsi riconosciuto come persona con i suoi punti di forza e debolezza e a divertirsi.

CoachLoner

 

(1) Laurence Steinberg L’età delle opportunità ed. Le scienze 2014

(2) Sarah-Jayne Blakemore e Silvia A. Bunge, At the Nexus of Neuroscience and Education in “Developmental Cognitive Neuroscience”.  Lisa A. Kilpatrick Impact of Mindfulness –Based Stress Reduction Training on Intrinsic Brain Connectivity in “NeuroImage”. Allyson p. Mackey, Alison T. Miller Singley e Silvia A. Bunge, Intensive Reasoning Training Alters Patterns of Brain Connectivity at Rest, in “Journal of Neuroscience.

(3) Morrison e Chein, Does Working Memory Training Work.

(4) Diamond, Executive Functions.

I nostri partners

peregolibri barzano

Il progetto Sport4Life ha come partner logistico, organizzativo e co-costruttore dei progetti extra sportivi Perego Libri. 

logogymart

Il progetto Sport4Life in ambito della ginnastica artistica è sviluppato dal 2016 in collaborazione con la ASD GymArt 2014 di Pavia e i suoi allenatori.

centro tennis roseda

Il progetto Sport4Life in ambito tennistico è stato sviluppato dal 2014 al 2017 in collaborazione con il Maestro Federale Stefano Moroni presso il CT Roseda di Merate (LC).

garda danze logo2

Il progetto Sport4Life in ambito della danza sportiva è sviluppato dal 2013 in collaborazione con GardaDanze di Castelnuovo del Garda (VR) e il direttore tecnico Nicola Lonardi 

QUICKCOMbz

Il progetto Sport4Life ha come sponsor imprenditori così. "Grazie Paolo e Stefano per tutto quello che fate. Se per voi va bene pensavo di sponsorizzare il progetto, lo faccio proprio volentieri. Credo nel progetto a prescindere da tutto." Cristian Cantisani

Waibi

 Per l'area della comunicazione e in particolare dello sviluppo del sito Sport4Life si appoggia a un partner prezioso, un'impresa di nuova generazione con grandi competenze nell'area del web e social.

 hotel regina logo

"Vi ringrazio per quello che fate nel mondo dello sport, ma in particolar modo per l'aiuto che date ai giovani a 360 gradi. E' bello constatare che ci sono persone che credono nei benefici dello sport a tutti i livelli" Claudia Cantisani.